il mattino di Padova - sabato 13 novembre 1999 (pag. 32)
Maserà
La ricetta anticrimine di Casarin
MASERA'. «No alle case chiuse vecchio stampo, si invece a luoghi che diano la possibilità di controllare e arginare il fenomeno della prostituzione». E' il passaggio cruciale della «ricetta-sicurezza» del Presidente della Provincia Vittorio Casarin, insieme all'abolizione dei permessi trimestrali per gli extra comunitari e a un monitoraggio antidroga più rigido, anche negli istituti scolastici. Intervenuto alla serata su ordine pubblico e sicurezza promossa dall'amministrazione comunale di Maserà, Casarin abbraccia convinto la proposta di legge «Progetto Sicurezza» promossa dal gruppo «Atlante 2000» e dal comitato dei sindaci del Veneto. Prostituzione, droga e immigrazione clandestina sono le tre emergenze sulle quali Casarin - anche a nome del sindaco di Padova Giustina Destro, che non ha potuto essere presente all'incontro - mette a fuoco la strategia per avere città e quartieri più sicuri. E cita l'esempio olandese per eliminare la prostituzione dalle strade, il pugno di ferro e la «tolleranza zero» di Rudolph Giuliano, sindaco di New York, «una città per certi versi più sicura di Padova e di Camposampiero» sostiene. «Sulla prostituzione è inutile che ci nascondiamo la verità - argomenta il presidente della Provincia - sono per il controllo di questa gente che naviga per le strade. Abbiamo un'espansione del fenomeno da Limena ad Albignasego, dobbiamo arginarlo e circoscriverlo in luoghi ben individuabili, im cui non ci siano illegalità e sfruttamento. Sono cattolico, ma non ci sono altre soluzioni». Capitolo extracomunitari: è venuto il momento «di darci un taglio»: «Padova ha sempre più bisogno di manodopera straniera - prosegue Casarin - ma dobbiamo combattere il lavoro non regolarizzato. Eliminiamo perciò i permessi trimestrali, che poi diventano definitivi a causa dell'impossibilità di controllare gli immigrati». E racconta la storia dei suoi quattro fratelli, tutti emigrati in Svizzera con un regolare contratto di lavoro e ripetutamente sottoposti all'umiliazione di visite mediche. Per rendere i quartieri più sicuri e vivibili, Casarin chiede aiuto ai commercianti esasperati dalla microcriminalità e li invita ad «illuminare le piazze e le strade» in cambio di una vigilanza più stretta delle forze dell'ordine e, perché no, anche grazie alle ronde dei volontari. «Diamo maggiori servizi ai quartieri e toglieremo spazio alla criminalità». Fin qui le intenzioni. Per il momento la Provincia ha costituito un coordinamento sulla sicurezza con i comuni maggiori. Priorità: rafforzare la vigilanza sulle scuole, in particolare sugli istituti superiori, ancora oggi terreno fertile per la diffusione della droga.
Nicola Stievano
IL GAZZETTINO di Padova - domenica 14 novembre 1999 (pag. XV)
Maserà. Un progetto per la sicurezza
Masera'.Si chiama "Progetto Sicurezza" ed ha come finalita' la concentrazione delle attivita' di sicurezza pubblica, esercitate dalle forze di polizia presenti sul territorio. Progetto teso a coordinare: polizia, carabinieri, guardia di finanza, polizia Penitenziaria, polizia Municipale, Guardie Forestali e Vigili del Fuoco ma che mira soprattutto al recupero del personale, 180mila unita', impegnate oggi in servizi amministrativi. Portare in "strada" questi 180mila uomini, secondo i promotori del progetto, vuol dire fermare il continuo dilagare della criminalita' organizzata e della microcriminalita' per garantire l'ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini.
E' stata una mozione votata all'unanimita' dal consiglio comunale di Masera', su proposta dell'assessore di Forza Italia, Stefano Furlan, che ha dato lo spunto al sindaco per indire questo importante incontro. Sere fa nella nuova sala della Corte Da Zara si è parlato di "Ordine pubblico e sicurezza dei cittadini" e per presentare il "Progetto Sicurezza" elaborato dal "Gruppo Atlante 2000", sono intervenuti molti cittadini, ma anche sindaci ed amministratori. Il Presidente della Provincia Vittorio Casarin ha esordito con: «Sono convinto che la strada giusta sia comunque quella della prevenzione piuttosto che la coercizione ed in questo contesto la Provincia, potrebbe svolgere un ruolo importante così come è accaduto a New York con il risultato ottenuto dal sindaco Giuliani». Daniele Bellu', vice comandante della scuola di Polizia di Vicenza ha tracciato i connotati del progetto che prevede la nascita del poliziotto di quartiere. Un progetto che ha avuto l'appoggio del comitato dei sindaci del Veneto diventato un progetto di legge e di iniziativa popolare, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale e che ora chiede la firma di almeno 50mila cittadini.
(F.A.)

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