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Progetto Sicurezza

Il PROGETTO SICUREZZA e il PROGETTO GIUSTIZIA PENALE MILITARE sono dei disegni di legge di iniziativa popolare, per i quali sono state depositate le firme dei promotori presso la Suprema Corte di Cassazione in data 31/5/1999, con pubblicazione sulla G.U. n: 126 del 1/6/1999.

Attualmente è in corso la diffusione della conoscenza dei progetti citati, presso i Comuni del Veneto e di altre Regioni, allo scopo di raccogliere almeno le 50.000 sottoscrizioni necessarie per la presentazione al Parlamento dei progetti medesimi.

Nonostante i 24 progetti di legge elaborati dal GRUPPO ATLANTE (di cui alcuni estremamente importanti), si è deciso di dare la precedenza a quelli del settore sicurezza, dato che la criminalità comune ed organizzata e i vari reati che vengono commessi da appartenenti al settore pubblico, determinano un cattivo funzionamento di tutta la struttura statale nei suoi organi produttivi ed organizzativi delle varie attività e quindi un lento e incostante sviluppo di tutti i settori pubblici e privati.

Da queste considerazioni deriva l’urgenza del progetto sicurezza, che si pone come l’obiettivo immediato da raggiungere per ottenere uno sviluppo celere ed efficiente del nostro ordinamento.

Per l’elaborazione del progetto sicurezza sono stati tenuti frequenti incontri con appartenenti alle 7 forze di Polizia italiane, allo scopo di concordare i principi informatori della nuova struttura di sicurezza prevista dal progetto medesimo.

In particolare sono stati sentiti i vari Sindacati della Polizia di Stato, i Cocer dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e del Corpo degli Agenti di custodia.

In seguito a tali incontri è stato possibile redigere il Progetto Sicurezza che vede il sostanziale equilibrio di funzioni tra Polizia di Stato e Carabinieri, che sono le due forze di Polizia investite degli stessi compiti.

E’ stato quindi acquisito il principio della divisione territoriale delle competenze delle due forze di Polizia e della eguale divisione dei poteri dirigenziali di vertice: da ciò deriva la paritetica direzione dei Commissariati di zona in provincia e delle Questure delle province di ciascuna Regione ( che verranno denominate uffici sicurezza provinciali).

Come pure sarà previsto un eguale numero di reparti mobili dei Carabinieri e della Polizia di Stato che hanno il compito di difendere e tutelare l’ordine pubblico nelle varie regioni. In modo che un pari numero di regioni sia tutelato dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri.

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